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Preghiera

Pietro Ciavarella on dicembre 5th, 2017
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La seguente citazione viene dalla postfazione di D.A. Carson, Un appello per una riforma spirituale. Le priorità di Paolo e le sue preghiere, Passaggio, s.l. 2005, pp. 255-6. P. 255: “Ed ora, Signore Dio, chiedo la Tua benedizione su tutti coloro che leggeranno questo libro, perché senza di Te, non ne ricaveranno alcun beneficio. Potremmo anche essere istruiti, ma non avere […]

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Blog CLC Italia on dicembre 1st, 2017

Più di 19 anni fa, mi ritrovai davanti a un appello in chiesa a Orlando, Florida. Dio aveva discusso con me riguardo al fatto di lasciare la mia zona di sicurezza. Avevo un bel lavoro con benefici e incentivi interessanti, eppure mi sentivo spiritualmente insoddisfatto. Sapevo di avere davanti a me un’avventura meravigliosa, ma avevo […]

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Salvatore Di Dio on novembre 22nd, 2017
Matteo 6:13: La lode finale del Padre nostro.
“Perché a te appartengono il regno, la potenza e la gloria in eterno, amen”.
Dopo i soggetti di preghiera che riguardano i nostri bisogni, problemi e limitazioni, si ritorna alla verità della grandezza di Dio e alla Sua completa sufficienza. Ogni preghiera dovrebbe finire per come va cominciata e cioè innalzando Dio con l’adorazione e la lode, questa è la misura della nostra spiritualità. Alcuni studiosi pensano che il modello di questa lode finale sia condensata in 1 Cronache 29:10-11. Nel Nuovo Testamento troviamo qualcosa del genere in Apocalisse 5:13. Questa lode dichiara che Dio, il nostro Padre celeste è il re; è una gioiosa affermazione della sovranità di Dio, quindi che in controllo su tutto e di tutto e a cui noi dobbiamo obbedire. Così quando noi preghiamo che a Dio appartiene il regno, stiamo dicendo che Dio è libero di fare tutto ciò che vuole (Salmo 135:6; Isaia 46:10; Daniele); Dio è capace di fare tutto ciò che vuole, niente è impossibile a Lui (Giobbe 42:2; Matteo 19:26; Efesini 3:20).
Stiamo dicendo che la sovranità di Dio si estende su tutte le cose: la creazione (Apocalisse 4:11), sulla vita umana (1 Cronache 29:12; Atti 18:21; Giacomo 4:15), è sovrano anche nei minimi dettagli della vita (Matteo 10:29-30), e quindi sull’elezione del Suo popolo (Romani 8:29; 9:11,18; Efesini 1:11), e quindi sulla salvezza del Suo popolo (1 Corinzi 1:26-30). Stiamo dicendo che Dio è sovrano su tutti gli altri dèi e sulle forze demoniache (Salmo 95:3; 1 Corinzi 15:24; Colossesi 1:13,16). La lode finale dichiara, anche, che Dio è potente! Non c’è nessuno più potente di Dio, perché Dio è Onnipotente (Geremia 32:27). Per Dio niente è impossibile! Egli può fare qualsiasi cosa sia secondo la Sua volontà! Non c’è niente di troppo difficile per Dio! (Genesi 18:14); può fare qualsiasi con facilità e senza sforzo perché ha una forza illimitata e non può essere ostacolato (Giobbe 42: 2; Isaia 14:27). Così quando preghiamo che a Dio appartiene la potenza stiamo affermando che può fare qualsiasi cosa! Questa lode dichiara, ancora, che a Dio appartiene la gloria, cioè l’onore (Luca 2:14, 19:38, Romani 11:36, Galati 1:5, Filippesi 1:11; 2:11). Ciò non significa che l’uomo possa dare quell’onore a Dio che non ha, non possiamo rendere Dio più grande, o più alto di quello che è, ma significa che l’umanità esalta Dio nella sua vera essenza, e di questo Dio è contento perché lo scopo della nostra esistenza è glorificarlo (1 Corinzi 10:31). Gesù conclude in eterno, perché Dio è eterno! (Salmo 48:14; 90:2).  Nel considerare tutto questo, i nostri cuori possono stare in un riposo tranquillo, nel ricordo che niente e nessuno può mai strappare il regno, la potenza e la gloria dal nostro Padre celeste che tanto ci ama, di un amore eterno (Isaia 54:8) a cui noi dobbiamo essere sempre grati e sottomessi. Che così sia, sicuramente, veramente, come ci ricorda la parola “amen”.

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Fede controcorrente on novembre 22nd, 2017
COMUNICAZIONE EFFICACE COL CIELO
 📜 “Per mezzo di Lui [= Cristo] gli uni e gli altri abbiamo accesso al Padre in un medesimo Spirito” (Efesini 2,18).
 .
➡ Tutte e tre le persone della Deità sono attive, perché ci sia una COMUNICAZIONE comune ed efficace dei credenti con il Padre celeste.
 .
👣 Quella della preghiera è la «RETE DI COMUNICAZIONE» più efficace, che esista: tutti i credenti possono usarla, da soli, in piccoli gruppi, in famiglia o in assemblea solenne, per comunicare col Cielo. In ogni dove c’è «campo» e funziona H24, ossia giorno e notte, senza che cada mai la linea o essa si indebolisca!
 Oggigiorno, per usare la rete (Internet), non solo dobbiamo avere un COMPUTER funzionante (noi credenti), ma dev’essere attivo un MODEM (Spirito Santo), che permetta di connetterci con un «PROVIDER» centrale (un super-computer della ditta a cui ci siamo abbonati; per noi ha Gesù Messia tale funzione), il quale smista i nostri messaggi al computer DESTINATARIO (per noi è il Padre celeste). Se uno degli elementi elencati non funziona, non ci potrà essere una comunicazione efficace.
 → Perciò, tutti insieme sfruttiamo il nostro PRIVILEGIO di pregare il Padre celeste, nel nome di Gesù mediante lo Spirito Santo! Inoltre, visto che abbiamo accesso gli uni e gli altri, facciamo sì di usare tale rete spirituale anche .
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*** Discuti questo tema qui o sulla mia pagina di “Facebook“:

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Salvatore Di Dio on novembre 7th, 2017
Matteo 6:13: Non ci mettere nelle condizioni di essere tentati.
“E non ci esporre alla tentazione, ma liberaci dal maligno”.
Gesù dirà ai tre discepoli che lo accompagneranno nel Giardino del Getsemani poco prima del Suo arresto e morte: “Vegliate e pregate, affinché non cadiate in tentazione; lo spirito è pronto, ma la carne è debole” (Matteo 26:41). “Esporre” (eisenenkēs) è portare, condurre, si riferisce al fatto che qualcuno entri in un evento, o in una condizione, come per esempio lo Spirito di Dio condusse Gesù nel deserto per essere tentato (Matteo 4:1-11). “Tentazione” (peirasmos) si riferisce all’istigazione a peccare, o alle circostanze in cui il male è difficile da resistere, alla nostra vulnerabilità e alla debolezza nel peccare.

È importante ricordare che Dio non tenta nessuno, non istiga le persone a commettere il male, è impossibile perché Dio è santo (Giacomo 1:13), ma è sovrano sulle azioni e sul male, guida la storia degli uomini (per esempio Genesi 37:21-22; 39:2; 45:7-8; 50:19-20; 2 Cronache 32:31; Giobbe 1:12,21; Salmo 19:13; 81:12-13; Proverbi 16:4; Geremia 10:23; Matteo 19:8; Atti 14:16; Romani 1:24,26,28; 8:28; 1 Corinzi 10:13). Quindi questa richiesta finale, ci parla della nostra fragilità, vulnerabilità e sul fatto che dipendiamo dalla grazia e dalla sovranità di Dio. Chi prega in questo modo riconosce che il controllo e l’aiuto di Dio è determinante nella lotta, o nel tenerci lontani dalla tentazione, o per non cadere nel peccato. Ci sono situazioni pericolose per cui è meglio stare in guardia e pregare. In questa richiesta, si chiede a Dio, di non metterci in situazioni che ci espongono a essere tentati, di non metterci in quelle condizioni in cui potremmo essere tentati e cadere in peccato. Pregare in questo modo significa chiedere a Dio di preservarci da questo pericolo. La seconda parte di questa supplica: “Liberaci dal maligno” indica in modo particolare Satana (Matteo 13:19; Giovanni 17:15), l’avversario di Dio e dei Suoi figli con tutte le sue macchinazioni e inganni che cerca di farci peccare (Genesi 3:1-6; Matteo 4:1-11; 2 Corinzi 11:3; Efesini 2:2-3; 6:10-19; 1 Tessalonicesi 3:5; 1 Pietro 5:8).

“Liberaci” (rhusai) significa “salvarci da” e ha l’idea della protezione e della rimozione dal suo potere.
Viviamo in un mondo influenzato negativamente da Satana (Giovanni 12:31; 14:30; 2 Corinzi 4:4; 1 Giovanni 5:19), quindi siamo circondati dal male, confessiamo allora, la nostra inadeguatezza nell’affrontarlo; riconosciamo la nostra debolezza e vulnerabilità, la nostra impotenza per combattere il peccato, confessiamo la nostra necessità di Dio, nostro Padre e preghiamo che ci liberi e ci protegga dal maligno! 
È importante ricordare, che noi dobbiamo pregare in questo modo, perché il peccato non glorifica Dio (Isaia 6:3-5; Abacuc 1:13), interrompe la comunione con Dio (Isaia 59:1-2), ed è distruttivo per la nostra vita (Romani 6:23).

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www.laveravite.blogspot.com on ottobre 29th, 2017

La tua fedeltà a Cristo di oggi  può avere ricadute enormi nel futuro della tua famiglia e portare benedizione a Dio nei secoli.

Siamo all’ultima puntata della storia d’amore tra Rut e Boaz. E come nelle migliori storie d’amore, c’è
anche qui il “E tutti vissero felici e contenti”.

Il Libro di Rut inizia con la tragedia  e termina con un matrimonio  e con la nascita di un nuovo bambino.

Siamo partiti sei settimane fa (per la verità otto)  con la fame, il fallimento, i funerali e la fine, ma la morte e la fine conducono Naomi e Rut verso un processo che le porterà a un nuovo inizio.

La mano che invisibile le ha guidate, ora produce qualcosa di visibile: due persone divengono una sola cosa nel matrimonio, il cui frutto è un figlio.

Leggiamo Rut 4:13.22

“13 Così Boaz prese Rut, che divenne sua moglie. Egli entrò da lei e il Signore le diede la grazia di concepire; e quella partorì un figlio. 14 E le donne dicevano a Naomi: «Benedetto il Signore, il quale non ha permesso che oggi ti mancasse uno con il diritto di riscatto! Il suo nome sia celebrato in Israele! 15 Egli consolerà l’anima tua e sarà il sostegno della tua vecchiaia; l’ha partorito tua nuora che ti ama e che vale per te più di sette figli». 16 E Naomi prese il bambino, se lo strinse al seno e gli fece da nutrice.”

Siamo alla fine di questo meraviglioso libro della Bibbia (tutti sono meravigliosi!), e vogliamo trarre qualche indicazione per la nostra vita.

L’abbiamo fatto durante tutte le altre cinque predicazioni, abbiamo visto passo passo varie applicazioni per noi, ma oggi vogliamo terminare cercando di guardare al panorama generale, a cosa ci insegna alla fine questo libro.

La prima cosa che ci insegna il libro di Rut è questa:

1) L’amore trasforma le persone

Naomi non era la migliore suocera da avere a fianco: aveva cercato di rispedire Rut ai suoi dei pagani, voleva la chiamassero “amara”, consigliava di andare a letto con il principale. Ma l’amore di Rut l’aveva trasformata. Aveva trasformato quello che poteva essere una vecchiaia amara e sterile, in una vecchiaia da nonna felice.

Rut era una vedova moabita, povera, lontana da casa e con una suocera acida.

Ma l’amore di Boaz l’aveva trasformata. Aveva trasformato una vita di stenti e di solitudine, in una vita ricca  e felice.

Boaz era un uomo ricco, ma “single”. Dal testo pare fosse nella sua maturità, ed era strano in Giuda non essere sposato e non avere figli quando si è maturi.

Ma l’amore di Rut l’aveva trasformato. Da una vita ricca, piena di agio, ma solitaria e senza un fine preciso a una vita dove la ricchezza aveva un fine, crescere una famiglia e una discendenza.

L’amore nel libro di Rut ha un nome preciso: è la mano “invisibile” di Dio che lega e scioglie, che indirizza, che devia, che sceglie per te.

Ma tutto è accaduto perché Rut ha deciso di amare Naomi  nonostante le avesse chiesto di lasciarla, nonostante fosse amara. Senza l’amore primo di Rut per Naomi nulla sarebbe avvenuto, e nessuna vita sarebbe stata trasformata.

Rut ci insegna una grande verità di Dio: non smettere di amare le persone, anche quando ti rifiutano, anche quando sono amare.

2) La preghiera trasforma la vita delle persone

Tutto nel libro di Rut è accaduto attraverso la preghiera: Naomi prega che Rut trovi un marito ed abbia figli; Rut prega che Boaz possa essere benedetto; Boaz prega che Rut possa essere benedetta ed eccola la benedizione eccolo il matrimonio,  eccolo il figlio!

Nel capitolo 1 Naomi aveva detto che Dio le aveva tolto tutto, che tornava a Betlemme a mani vuote. Ed ora il Signore riempie le sue mani con un nipote, di cui sarà nutrice.

L’insegnamento del libro è : anche quando sei amaro, sei amara ,  non smettere di pregare! Anche quando la vita ti ha tolto molto (un familiare, un lavoro, un amico) non smettere di pregare! Anche quando le prospettive future non sono rassicuranti,  e sei solo, sei sola, non smettere di pregare!

Prega per te, ma prega anche per gli altri! Naomi ha pregato per Rut quando era amara, e ora la sua preghiera  torna su di lei come fa un boomerang, e le dà benedizione!

3) Dio ti benedice se ti astieni dal peccare

Boaz era un uomo di successo, e Rut era disponibile… ma Boaz fa la cosa giusta dinanzi a Dio: dice a Rut : “non ora”.

4) Dio ti benedice tutti i matrimoni fatti secondo il suo ordine

…anche se non è il primo!

L’ordine di Dio di Genesi 1:27-28

“Dio creò l’uomo a sua immagine; lo creò a immagine di Dio; li creò maschio e femmina (l’incontro – il “fidanzamento”).  Dio li benedisse (il patto – il “matrimonio”); e Dio disse loro: «Siate fecondi e moltiplicatevi. (la consumazione – i “rapporti matrimoniali”)” (Genesi 1:27-28a)

Il primo matrimonio di Rut era stato un fallimento: lontani dal tempio, dai credenti da Dio, senza figli.

Ma il secondo avviene per la sua mano invisibile, e viene benedetto.

Se sei stato sposato e il tuo matrimonio è fallito, non pensare che Dio ce l’abbia con te. Dio non giudica per il passato delle persone, ma per il cuore che hanno verso il futuro.

Se accadrà nella tua vita di incontrare un nuovo compagno, una nuova compagna, se tu lo sposerai in nome di Dio, Dio sarà dalla tua parte e sarà pronto a benedire la tua unione.

Questo è ciò che possiamo trarre dal libro in generale Ma, ovviamente, c’è molto di più, se guardiamo alle vite dei tre personaggi.

Naomi

All’inizio della storia Naomi era una donna distrutta: senza marito, senza figli, lontana dalla sua gente. Per questo era divenuta amara.

Naomi pagava la decisione sbagliata del marito Elimelec di trasferirsi in una nazione che Dio non approvava.

Ma Naomi, amara,  fa due cose giuste dopo la morte del marito e dei figli:

1) E’ onesta con Dio

Non fa finta che tutto vada bene, ma alza il pugno verso Dio e gli dice: “Tu mi hai fatto male!”

Ma Dio non la giudica secondo le sue parole, ma secondo la sua fede.

Quando le cose nella vita non vanno per il verso giusto, di solito, abbiamo due tipi di reazione:

a) Condanniamo Dio

“Dio non esiste! E anche se esiste non è un Dio buono”. E ci allontaniamo da Dio; non ne vogliamo più sapere. Smettiamo di pregare,  smettiamo di frequentare la chiesa,  smettiamo di incontrare i fratelli e le sorelle in Cristo. In una parola:  scappiamo da Dio.

Oppure:

b) Condanniamo noi stessi

“La colpa è mia! Non sono abbastanza buono/fedele/devoto, e Dio mi punisce.” Rimaniamo pure con Dio,  ma  sentendoci “figliastri” e non figli amati. E anche questo è fuggire da Dio, da quello vero.

Naomi era amara, e lo ha detto a Dio :”Mi hai fatto male!” Pensi che un padre possa odiare suo figlio, solo perché parla con amarezza?

Dio ha spalle abbastanza grandi da sopportare  le parole di un figlio o di una figlia addolorata,  e ti ama: ti ama anche quando dici cose sbagliate. E’ capace di accettare anche quando te la prendi con lui;lui ci ha creati, lui sa come siamo fatti.

Ma nulla sarebbe accaduto di bello a Naomi, se non avesse fatto la seconda cosa giusta:

2) Ritorna al suo popolo, tra credenti

Tutto il libro ci mostra il processo di guarigione di Naomi: da “amara” a “benedetta”,  attraverso una nuora che si converte e decide di amarla, un parente che “per caso” compare all’orizzonte, e l’amore che nasce tra questi e sua nuora.

Tutto ciò non sarebbe mai accaduto se Naomi fosse rimasta a Moab,  lontana dal Signore, tra non credenti.

Voglio farvi una domanda: Dove è Dio, adesso? La Bibbia ci dice che è onnipresente, vero?

Siete sicuri? Leggiamo assieme Romani 1:22-24

Il contesto della passo è che  Paolo sta parlando delle persone che non riconoscono il Dio di Israele.

“Benché si dichiarino sapienti, sono diventati stolti,  e hanno mutato la gloria del Dio incorruttibile in immagini simili a quelle dell’uomo corruttibile, di uccelli, di quadrupedi e di rettili. Per questo Dio li ha abbandonati all’impurità, secondo i desideri dei loro cuori, in modo da disonorare fra di loro i loro corpi”. (Romani 1:22-24)

Dio è onnipresente,  ma ci sono posti dove Dio non può essere: nel cuore di coloro che lo negano e seguono altri dei. Moab era un posto simile; brillava per l’assenza di Dio nel cuore delle persone e la presenza dei falsi dei al suo posto.

Al contrario Gesù dice:

“Poiché dove due o tre sono riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro.” (Matteo 18:20)

Se sei amaro, se sei amara, quello che ti serve, è di essere guarito, di essere guarita.

Dio può guarirti, ma quello che ti serve è di stare assieme al popolo di Dio, perché Dio è presente in mezzo ad esso.

Rut

All’inizio della storia Rut è in rovina: una vedova pagana senza figli, odiata dalla sua gente perché ha accettato il Dio di Israele e non accettata in Giuda perché è moabita. Anche lei deve essere guarita.

Per Rut la guarigione arriva attraverso la sua determinazione. Rut è una donna forte, è una donna determinata e fa tre cose sagge:

1) Decide di amare la suocera andando assieme a lei
2) Decide di abbandonare la sua terra e i suoi dei
3) Decide di credere in Dio

Arriva a Betlemme ed è povera, tanto povera che decide di andare a spigolare. Anche se non vede la mano “visibile” di Dio (il miracolo), crede che troverà qualcuno che la aiuterà, e alla fine crede che avrà un “redentore”, colui che farà valere il riscatto suo e di Naomi.

Al capitolo 2 aveva detto così a Naomi:

“Fammi andare nei campi a raccogliere le spighe che i mietitori lasciano cadere. Sono sicura di trovare qualcuno che me lo permetterà.” (Rut 2:2 TILC)

E, pian piano, la mano invisibile di Dio,  la Provvidenza, inizia a guarirla.

Se anche la tua vita è in rovina, qui trovi un principio per essere guarito.

 # Decidi di credere

Anche quando non vedi il miracolo, anche se le prospettive sono scarse o inesistenti, decidi di credere, sappi che per te c’è un Redentore, colui che ti ha riscattato.

Rut ha deciso di credere:  “Il tuo Dio sarà il mio Dio”(Rut 1:16b) forse non ci arrivi ancora col cuore a dirlo, ma puoi arrivarci col la tua volontà, con la stessa volontà che ha guidato Rut e per la quale è stata benedetta.

Come Boaz fu il “redentore” di Rut, che divenne sua sposa, e visse per sempre assieme a lei allo stesso modo Gesù è il Redentore, Gesù è lo sposo, e se tu credi e rimani nella sua chiesa allora virai in eterno assieme a lui. In Apocalisse è scritto;

“Rallegriamoci, esultiamo e diamogli onore, perché è giunto il momento delle nozze dell’Agnello, e la sua sposa si è preparata.” (Apocalisse 19:7)

Boaz

Boaz tra i protagonisti è quello che ha la vita più “normale”, anzi, ha un avita “agiata”.

Ma Boaz è si rammenta che tutto ciò che ha è frutto della sua obbedienza alle leggi di Dio.

Boaz benedice i suoi operai quando arriva al lavoro, Boaz da più di ciò che Dio ha prescritto ai poveri, Boaz non pecca con Rut, ma attende perché sia sua sposa, E in più,  Boaz studia piani per una causa nobile,  dare un tetto a due vedove e una discendenza alla famiglia di Naomi.

Se in questo momento vivi nella tranquillità e ami il Signore, sappi che è lui il regista della tua vita; lui vede e provvede sia al povero che al ricco. Scegli di vivere come Boaz.

# Scegli di obbedire

Obbedisci a Dio vedendo il tuo lavoro, i tuoi averi come un ministero attraverso cui Dio  può  provvedere al povero.

Siamo quasi alla fine del libro, ci mancano da leggere appena cinque versetti.

Sono cinque versetti che potrebbero sembrare i più noiosi della storia,ù ma che invece sono forse i più importanti per me e per te:

“17 Le vicine gli diedero il nome e dicevano: «È nato un figlio a Naomi!» Lo chiamarono Obed. Egli fu il padre d’Isai, padre di Davide. 18 Ecco la posterità di Perez: Perez generò Chesron; 19 Chesron generò Ram; Ram generò Amminadab; 20 Amminadab generò Nason; Nason generò Salmon; 21 Salmon generò Boaz; Boaz generò Obed; 22 Obed generò Isai e Isai generò Davide.” (Rut 4:17-22)

Non so se ricordate un messaggio che abbiamo fatto a maggio e che riguardava la genealogia di Gesù. E che vi avevo detto che le genealogie normalmente  servono a dimostrare la grandezza di una famiglia.

Nella Bibbia invece servono a mostrare  che non importa da che famiglia vieni, perché Dio ti benedice comunque se tu hai un cuore per lui.

Anche questa genealogia non si smentisce, perché mostra che il grande re Davide proveniva da una famiglia imperfetta.

Salmon, padre di Boaz, era sposato a Raab, una prostituta non ebrea, e Boaz aveva sposato una vedova pagana moabita.

Dio sta dicendo: “non importa la tua vita passata, ma se tu affidi la tua vita a me, la tua stirpe sarà benedetta “fino alla millesima generazione” dice Esodo 20:6.

Raab era una prostituta, ma aveva creduto ed era stata adottata nel popolo di Dio; e suo figlio Boaz ora aveva ereditato la sua benedizione.

Rut era una vedova pagana, ma aveva creduto, e suo figlio Obed avrebbe ereditato la sua benedizione.

Non penso che Rut e Boaz avessero pianificato tutto questo, ma il loro amore per gli altri,
la loro preghiera, la loro fede, il loro astenersi dal peccare, la loro obbedienza, avrebbe avuto una ricaduta ENORME sui loro discendenti,  tanto che i loro nomi  non sarebbero comparsi solo in questo libro.

In 1 Re 7:21 si dice che Salomone, volle dare un nome alle due colonne del vestibolo, (la parte da cui si accedeva al “Luogo Santissimo”, dove era conservata l’Arca del Patto) ed una la chiamò Boaz (forte).

In Matteo 1:6 si legge che una delle antenate della famiglia dove sarebbe stato cresciuto Gesù, era Rut.

Rut e Boaz non avevano pianificato, ma avevano obbedito. E Dio aveva risposto benedicendo la loro stirpe.

Il tuo amore attuale la tua fede attuale, la tua preghiera attuale, la tua obbedienza attuale, possono avere una ricaduta sulla tua famiglia futura che tu neppure riesci ad immaginare.

La tua famiglia futura potrà essere molto più grande, molto più importante, molto più efficace, molto più determinante  di quello che immagini.

Il più delle volte non vedrai neppure un minimo  di questa futura benedizione.

Un importante teologo di nome Jonathan Edwards era solito pregare per le sue prossime sei generazioni.

Nella sua famiglia ci sarebbero stati: 13 presidi di collegi, 69 professori, 13 giudici, 100 avvocati, 60 dottori, 75 ufficiali militari, 3 senatori, 80 sindaci, un vice presidente USA e 100 pastori. Sarà un caso?

Tu non immagini quello che Dio farà attraverso di te.

Tutto il libro di Rut si svolge attorno ad una eredità e a un redentore.

L’eredità era ciò che Rut e Naomi avrebbero potuto avere, ma serviva un redentore che liberasse l’eredità permettendogli di viverla.

La tua eredità è immensa se hai accettato colui che la ha liberata per te, il tuo Redentore, Gesù.

E la tua fedeltà di oggi  può avere ricadute enormi nel futuro della tua famiglia.

La tua fedeltà di oggi che a te pare poca cosa può portare al tuo Redentore una messe enorme, se ami e preghi per le persone se ti astieni dal peccare, se vivi in mezzo al popolo di Dio, la chiesa, e se affidi la tua vitae i tuoi beni  a Dio come si trattasse di un ministero

Ma soprattutto se decidi di credere in Gesù, tuo Redentore.

Preghiamo.
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